Opinione su La figlia della fortuna - Isabel Allende: SI POSSONO SIMULARE AMORE E AMICIZIA?
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SI POSSONO SIMULARE AMORE E AMICIZIA?
3/5 14/07/2020
Vantaggi
Sto scoprendo in me nuove forze, che forse ho sempre avuto, ma che non conoscevo perché fino a ora non avevo avuto bisogno di ricorrervi. Non so a quale curva della strada si sia persa la persona che ero prima, Tao.” (cit. Eliza)
Svantaggi
Ho trovato di disturbo invece, durante la lettura, le parti descrittive soprattutto della vita in America. Le ho trovate un po' noiose e ripetitive. Probabilmente perché a me piacciono più i tratti di azione con dialoghi e scambi tra i protagonisti.
“Non c’è niente di inutile. Nella vita non si arriva da nessuna parte, Eliza, si cammina e basta.” (cit. Tao Chi’en) La citazione con cui ho voluto incominciare questa recensione, rappresenta a parer mio il fulcro di tutta la storia. La storia di un continuo cammino di tutti i personaggi che porterà ciascuno di loro ad evolversi nella storia, senza essere mai certi di nulla. La protagonista del libro , Eliza è una bambina cilena orfana che viene adottata fin dalla nascita da una famiglia di inglesi a Valparaìso. La bambina per volontà di Miss Rose, cresce come una piccola inglese e allo stesso tempo come una piccola cilena a cui Mama Freisa, la cuoca di casa le insegna la vitalità, la magia e la carnalità del suo paese, il Cile. “Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di possederne due: un buon naso e una buona memoria.” La vita di Eliza cambia a diciassette anni quando conosce il giovane Andieta che lavora come impiegato nella città. Eliza scopre così l’amore e decide di intraprendere insieme a lui il viaggio in California, alla ricerca dell’oro. “Aveva compiuto sedici anni due mesi prima ed era pronta per l’amore. Quando vide le mani dalle dita allungate macchiate d’inchiostro di Joaquìn Andieta e sentì la sua voce, profonda ma molto chiara e fresca come il gorgoglio di un fiume, impartire secchi ordini agli scaricatori, provò una profondissima commozione e l’incontenibile desiderio di avvicinarsi e di sentirne l’odore l’obbligò ad abbandonare il nascondiglio dietro le palme di un grande vaso.” Eliza conosce anche nella sua fuga, Tao Chi’en medico cinese che l’aiuterà a scappare dal Cile e raggiungere San Francisco…un medico cinese che diventerà per la nostra protagonista un fedele amico e compagno. “Eliza lo scrutò apertamente perché non aveva mai visto un asiatico da vicino e ora, finalmente, davanti ai suoi occhi c’era un abitante della Cina, quel favoloso paese che veniva citato in molti dei racconti dello zio.” Ho letto tre libri di questa autrice, "La casa degli spiriti", "L'amante giapponese" e quello che recensisco "La figlia della fortuna". Fra tutti e tre i libri, questo è quello che mi è piaciuto di meno. Ho apprezzato comunque la capacità dell’autrice di saper creare personaggi che si sono evoluti perfettamente con il progredirsi della storia, senza risultare noiosi e fuori luogo.
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