Opinione su La lettera scarlatta - Hawthorne Nathaniel: "La lettera scarlatta" e le "eterne" streghe di Salem
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"La lettera scarlatta" e le "eterne" streghe di Salem
4/5 09/03/2016
Vantaggi
Un grande romanzo storico, con profondi riflessi pesicologici e sociali.
Svantaggi
Non ci sono svantaggi: la lettura è estremamente intrigante.
E' destino che questa sera m'imbatta essenzialmente in romanzi storici, e, dopo "Notre Dame de Paris", eccomi qui a dire due parole su un altro classico intramontabile, "La lettera scarlatta", di Hawthorne. Il luogo dove si svolgono i torbidi eventi del romanzo è Salem, e Salem è una città nota storicamente per un famoso "processo alle streghe", inventato di sana pianta nell'ambiente culturalmente asfittico di una religiosità che, anziché "illuminare", offusca completamente le menti. Ma veniamo alla "Lettera scarlatta", che, tutto sommato non è molto lontana, per ambientazione, dai tempi di cui sopra discorrevamo. La voce narrante racconta infatti di aver trovato un'antico documento, risalente, guarda caso, al '600, in cui si narrava la tragica vicenda di Hester, la quale, avendo avuto un rapporto con un ecclesiatico, e avendo avuto da tale relazione una figlia, è additata dalla cominità come un essere a dir poco diabolico, un essere che tutti dovevano schivare e "schifare", tanto è vero che le viene imposto di portare addosso la lettera A cucita sul petto su sfondo rosso (=la lettera scarlatta). Diciamo che poi l'ecclesiatico che s'era macchiato di tanto delitto si smaschera da solo di fronte agli abitanti di Salem, in un impeto irresistibile di rimorso. Hester e la figlia se ne vanno per qualche anno da Salem, e poi Hester ritornerà, dedicandosi addiritura alla comunità con azioni caritatevoli. Che dire? "La lettera scarlatta", proprio per le sue torbide atmosfere, è un romanzo di notevole drammaticità, che può essere letto ancor oggi con interesse. Diciamo infine che il romanzo ha un po' tutti gli "ingredienti" per piacere ad un vasto pubblico: colpa, pentimento, castigo, figure terribili e torbide. Pare quasi di leggere un romanzo russo, alla Dostoewski, tanto per intenderci; e di mezzo c'è sempre Salem, una città puritana che ha dato agli scrittori di ogni epoca parecchio materiale su cui riflettere: e qui "Il Crogiolo" di Arthur Miller è una citazione pressoché obbligata. Grande romanzo, e ottimo Nathanier Hawthorne.
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