Opinione su L'albergo stregato - Wilkie Collins: Mistery Veneziano ....NI

Mistery Veneziano ....NI

3/5 07/07/2020

Vantaggi

Il punto di forza del romanzo sta forse nella decadente e suggestiva ambientazione veneziana che avvolge il Palace Hotel, sede di un mistero che purtroppo ha poco di misterioso nei suoi sviluppi principali, facilmente intuibili fin dai primi capitoli.

Svantaggi

insomma non è il massimo di Wilkie Collins

A Londra, nel 1860, Lord Montbarry abbandona improvvisamente la sua promessa sposa, la dolce, mite, ingenua Agnes Lockwood, e sposa la contessa Narona, donna affascinante, ma dall’ambiguo passato. L’unione non è ben vista dalla famiglia Montbarry e gli sposi lasciano presto l’Inghilterra per trasferirsi a Venezia, in un antico palazzo nobiliare. Con loro ci sono soltanto l’ambiguo fratello della contessa, dedito al gioco d’azzardo e agli esperimenti alchemici, la domestica della signora e un corriere. Di lì a poco nel decadente palazzo veneziano iniziano a verificarsi strani eventi che, tra sparizioni ed esplosioni improvvise, culminano con la morte di Lord Montbarry. Qualche tempo dopo, il palazzo dei Montbarry viene venduto e trasformato in un lussuoso albergo, il Palace Hotel. Proprio qui si ritrova a soggiornare la giovane Agnes durante un viaggio di piacere in Europa con la famiglia del defunto Lord, ma quando l’albergo diventa scenario di inquietanti fenomeni e apparizioni misteriose, la vacanza dei Montbarry si trasforma in un incubo. Pubblicato a puntate su «Belgravia Magazine» nel 1878 e poi in volume nell’anno successivo, "L’albergo stregato" è opera di uno degli scrittori inglesi più noti e di successo, Wilkie Collins, ammirato da Dickens e considerato il fondatore del giallo moderno. È un romanzo breve, rapido, incalzante, che si tuffa dritto nel mistero senza esitazioni, tralasciando descrizioni, indagini psicologiche o riflessioni approfondite. Tutto ciò che conta è la nuda e cruda successione degli eventi che delineano un enigma avvincente, ma dagli sviluppi e dall’esito piuttosto prevedibile. Già solo leggendo il retro di copertina è possibile fare previsioni, anche se si spera fino all’ultimo in una svolta sorprendente che purtroppo non arriva mai. L’armonia della narrazione, inoltre, risente dell’utilizzo di espedienti un po’ rozzi e palesemente finalizzati ad ottenere un certo effetto o a far convergere più personaggi in un unico luogo: di conseguenza, spesso si ha la sensazione che se l’autore si fosse fermato a riflettere un po’ più a lungo avrebbe potuto trovare una soluzione migliore. Lo stile è rapido ed essenziale, senza neanche una riga superflua, e consente una lettura estremamente scorrevole, ma non brilla e non ha nulla di particolare che resti impresso nella mente del lettore.
opinione inserita da kira1992
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