Opinione su Ultime lettere di Jacopo Ortis - Ugo Foscolo: "Le ultime lettere di Jacopo Ortis": opera giovanile d'influsso goethiano

"Le ultime lettere di Jacopo Ortis": opera giovanile d'influsso goethiano

4/5 30/05/2016

Vantaggi

Un tuffo nell'epoca napoleonica e nell'amore romantico

Svantaggi

Molta pazienza con la lingua: Foscolo scriveva da "classico"

Trattandosi di un classico della letteratura italiana, forse val la pena di spenderci sopra quattro righe. La trama si snoda tra delusioni politiche, per l'avvento di un Napoleone che era tutto fuoché il "liberatore" che era nell'immaginario collettivo degli intellettuali italiani del tempo, e l'amore impossibiler per Teresa. Le due delusioni, sommate insieme, portarono al collasso psichico del protagonista e, infine, al suo suicidio. Bene o male, lo "Jacopo Ortis" fu un "successo": il romanzo epistolare ebbe buona stampa e Foscolo diventò uno scrittore famoso a livello internazionale, cosa di cui egli si avvalse nel corso del suo esilio in Inghilterra. La critica ottocentesca e contemporanea si sono variamente soffermate sullo "Jacopo Ortis", e il tema del contendere si affissò essenzialmente sulle sue possibili (certe) relazioni con il "Werther" di Goethe. Imitazione o opera originale? Un bel problema, su cui tutt'oggi qualcuno trova il tempo di scriverci su qualcosa. A lume di naso direi che i rapporti con il "Werther" sono stretti, ma non si tratta di "imitazione", un termine che per molti sconfina un po' troppo con il plagio. Credo avesse ragione Walter Binni quando definì lo "Jacopo Ortis" un' "opera giovanile". In quanto tale, il giovane Foscolo subì sicuramente il fascino di Goethe, ma egli rielaborò la materia secondo il suo sentire. Un po' come Shakespeare, di cui ho parlato poc'anzi. Ne uscì un'opera gradevole, un prodotto "romantico" di ottima fattura, che ebbe i giusti riconoscimenti, in patria e fuori. Quanto alla lettura, chiunque ricorda che sui banchi di scuola s'aveva bisogno di un buon apparato di note: Foscolo non è un autore per tutte le stagioni. Forse sarebbe opportuno, per farlo meglio gustare al lettore contemporaneo, fare come per le edizioni straniere: leggerlo in traduzione (in italiano moderno) con testo a fronte. Un destino che è tipico di tutti (o quasi) i nostri classici. Buona lettura (e buona fortuna).
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