Opinione su Libri: La zia marchesa

La zia marchesa

22/12/2014

Vantaggi

Un Libro Bellissimo

Svantaggi

Non Leggerlo


Libri, libri, libri!
Vivrei di libri!
Adoro i romanzi, la letteratura, i chick lit, le saghe familiari.
Mi piace tutto ciò che è cartaceo, amo le copertine rigide ma per motivi di spazio preferisco i tascabili così da poterne conservare di più in camera, in sala, ovunque.

Leggo moltissimo, non posso stare senza un bel libro e siccome alcuni titoli sono un po' troppo costosi, ormai da anni sono iscritta in un sito in cui ho scambiato e continuo a scambiare tantissimi romanzi.

Oggetto di uno di questi scambi è stato proprio "La zia marchesa" scritto da Simonetta Agnello Hornby, siciliana di origine ma londinese di adozione.
Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice ma molti titoli mi incuriosivano, soprattutto questo, ambientato nella Sicilia di fine Ottocento.

Un romanzo di 316 pagine divise in 84 piccoli capitoli.
Ogni capitolo inizia con un proverbio siciliano alcuni comprensibili anche da chi non conosce questo dialetto, altri un po' meno.
Oltre al proverbio, il capitolo ha un titoletto che sintetizza in breve ciò che andremo a leggere.

La storia è scritta in italiano mista ad un siciliano molto maccaronico comprensibile a tutti gli italiani.
Grazie a questo miscuglio di siciliano ed italiano ho imparato nuovi termini dialettali interessanti che non hanno interferito con la comprensione della storia, anzi l'hanno abbellita, impreziosita.

La protagonista della vicenda è indiscutibilmente Costanza Safamita.
Nata in una famiglia ricca e potente viene rifiutata dalla madre Caterina alla nascita perchè lei voleva un maschio.
Caterina essendo sposata con suo zio Domenico non riesce a portare a termine le gravidanze con facilità.
Dopo un figlio morto, molti aborti e sofferenze riesce ad avere Stefano, a cui segue appunto Costanza che invece secondo i suoi desideri doveva essere un altro maschio.
Trascurata dalla mamma, a volte meschina con lei, Costanza è la luce degli occhi di suo padre che per proteggerla da quella mamma così cattiva, nonchè sua amorevolissima moglie, decide di affidarla alla balia, Amalia Cuffaro.

E' proprio Amalia, ora che Costanza è morta all'età di 36 anni, ripercorre la sua vita a casa Safamita raccontandole alla nipote inferma Pinuzza.

Amalia da semplice nutrice diventa amica di Costanza, una bambina graziosa, laboriosa e curiosa che cresce però sempre più timida e riservata.
Disprezzata anche dai suoi fratelli, Costanza viene amata solo dal padre e dalla balia.
Le donne di casa la rispettano essendo la figlia del baronello ma la trovano assai strana.

Non sto qui a snocciolare tutta la storia.
La vita di Costanza è costellata da un'infelicità costante, dal dolore, dalla tristezza.
La famiglia Safamita vittima di varie sfortune, per colpa di famigliari spesso strambi, superbi, orgogliosi o invischiati con la mafia, sono la prova che i soldi non fanno la felicità.

Dietro ad un'apparenza di lusso e benessere fatta di gioielli preziosi, case sontuose e pranzi luculliani si celano le storie di una numerosissima ed ingarbugliata famiglia, poco unica, molto falsa, che non perde occasione di spettegolare e farsi i conti in tasca.

Ne esce un romanzo spettacolare, intricato, denso di storie e con qualche mistero che nel corso della narrazione viene svelato.

Le generazioni si susseguono nel corso della storia, impareremo a conoscere Costanza, la vedremo crescere, maturare, gioire di piccole cose ma soffrire per tante altre.

Costanza mi piace.
Ha un buon carattere, è intelligente e molto particolare di aspetto.
Chiara di carnagione, piena di lentiggini, con una folta chioma di capelli rossi, molti la considereranno strana non solo per il carattere ma anche per l'aspetto.

La parte più bella è sicuramente l'infanzia di Costanza.
Mi pare di vederla questa bambinetta esile che rammenda e canta insieme alla sua balia.
Poi crescendo l'ho vista molto vicino a me.
Timida, riservata, non ama la mondanità nè i vestiti troppo sontuosi che la fanno sentire al centro dell'attenzione.
Vivrà un amore tormentato, spesso ricco di incomprensioni, che la porta a chiudersi ancora di più a riccio ed a dedicarsi al canto ed al cucito come suo unico sfogo, come suoi unici momenti di libertà.

Da gustare parola per parola la storia della Principessa Babbaluci.
E' la fiaba che Annuzza la Cirara si inventa per Costanza bambina.
Una storia che, oltre ad essere piacevolmente magica, Costanza ricorderà per tutta a vita e che farà in qualche modo da filo conduttore ai pensieri di questa giovane sfortunata.

Un libro scritto bene, molto articolato, assolutamente imperdibile se come me amate le saghe famigliari!

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margherita123

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