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1 Opinioni per Lindisfarne (Northumberland - Regno Unito)
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  • little51
    Holy Isle of Lindisfarne Foto allegate
    opinione inserita da little51 il 01/04/2018
    La parola Lindisfarne rimanda immediatamente ai Vichinghi che qui fecero la loro prima incursione in Inghilterra: presente nei libri, nei film e persino nella serie Vikings, Lindisfarne ha sempre attirato la mia attenzione e in fondo al cuore, speravo davvero di poterla visitare e vedere il posto che attirò quel primo fatidico attacco. Così, approfittando di una visita a mio figlio che lavora in Gran Bretagna, precisamente a Sheffield, ecco la mia gita a Lindisfarne, o meglio “Holy Isle of Lindisfarne”, la Santa Isola di Lindisfarne. La prima cosa che bisogna sapere quando si vuole visitare l’Isola Santa, è l’orario delle maree, cosa che non è specificata bene nei vari siti di viaggio e che ho trovato solo nel blog di una solitaria viaggiatrice. Insomma, l’Isola non è un’isola o meglio lo diventa due volte nell’arco delle 24 ore, in corrispondenza dell’alta marea. Per recarsi nel Paese quindi, è meglio rendersi ben conto degli orari sia per l’andata che per il ritorno: la strada viene completamente sepolta dall’acqua e la corrente è così forte che spesso e volentieri molte auto di spericolati, incauti o incoscienti che dir si voglia, vengono travolte. I malcapitati devono salvarsi sulla torretta apposita situata a metà strada e non è raro che ci scappi il morto, specie se qualcuno si sogna di attraversare a piedi nelle infide sabbie (spesso mobili) quando la marea sale perchè sale con una forza incredibile. Non bisogna mai dimenticarsi che ci troviamo di fronte al mare del Nord! Insomma, è comunque un vero spettacolo arrivare al cartello luminoso che segnala l’orario e vedere la strada completamente ricoperta: è interessante e rilassante nello stesso tempo star fermi e osservare il lento retrocedere delle acque che lasciano scoperta la carreggiata. Al di là della strada che ho percorso quando qua è là c’erano ancora pozzanghere di acqua salata, ecco l’isola, con un paese davvero piccolo e in primo piano, su uno spuntone il castello roccaforte che avrebbe dovuto difendere l’Isola dagli attacchi: esso oggi è in rovina e sta subendo un profondo restauro. Comunque, all’entrata del Paese, c’è un grande parcheggio (a pagamento) e conviene lasciarci l’auto e farsi una bella passeggiata prima verso il castello e poi verso l’interno, il Monastero, o meglio quello che ne rimane e il Museo. Il Paese in sè è molto piccolo: conta solo 162 persone e vive quasi esclusivamente di turismo, visto anche la quantità di alberghi e posti di ristoro, anche se nel primo pomeriggio tutto chiude perchè sull’isola non arriva più nessuno con l’approssimarsi dell’alta marea pomeridiana o serale e col buio. La prima costruzione dell’Isola fu il Monastero fondato dal monaco irlandese Sant’Aidan: egli fu inviato dal convento di Iona, isola delle Ebridi scozzesi intorno al 634 e Lindisfarne diventò ben presto il centro principale dell’evangelizzazione cristiana nel nord dell’Inghilterra. Qui divenne monaco anche San Cuthbert, protettore del Northumberland: molto famoso fu il laboratorio di scrittura per i testi (Vangeli e Bibbie) miniati in modo perfetto dai monaci amanuensi. Oggi, ci sono solo le rovine del monastero mentre c’è una chiesa di epoca successiva: è davvero piacevole passeggiare tra le rovine, le mura, l’antico cimitero e immaginare l’arrivo dal mare dei primi drakkar carichi di guerrieri assetati di tesori e sangue cristiano. L’attacco a Lindisfarne sconvolse il mondo dell’epoca dando inizio agli assalti temutissimi dei terribili “Uomini del Nord” che scesero poi su diverse rotte nella Francia del Nord e addirittura fino in Sicilia, per non parlare della Russia, dell’Islanda e dell’America. Camminare tra le rovine e pensare a quanto è stato, mi ha fatto sentire più vicina alla storia e mi sembravano ancora riecheggiare le urla strazianti delle vittime e il clangore delle armi. E’ possibile visitare l’Exibition Centre che presenta ricostruzioni del monastero e in particolare, spiega l’arte della scrittura per cui il laboratorio andava famoso: ora i Vangeli miniati sono un tesoro preziosissimo e inestimabile protetti a Londra alla British Library Uscendo dall’Exibition e ritornando tranquillamente verso il parcheggio, si può visitare proprio al centro del ,Paese la “Saint Aidan’s Vinery” con una show room molto interessante. Qui si produce il famoso Lindisfarne Mead, un forte vino bianco prodotto sull’isola dalle uve bianche fermentate più miele, erbe aromatiche, l’acqua naturale pura del pozzo artesiano dell’isola, il tutto in un mix unico non per nulla soprannominato “nettare degli dei”. Finiti i nostri giri, con un occhio sempre attento all’ora e all’inizio del risalire della marea serale, ci siamo avviati alla macchina. Lindisfarne: decisamente consigliato.
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    interesse storico- curiosità - panorama
    nessuno