L'uomo che vide l'infinito

Esperienza condivisa dalla community di Opinioni.it

3,6/5Pubblicata il 01/07/2017
Consigliato

“L'uomo che vide l'infinito”

VantaggiTanti
Svantagginessuno
Il cinema odierno ha trovato nelle biografie di personaggi che in un modo o nel altro hanno lasciato il segno nella storia, una grande fonte disperazioni per realizzare numerosi film, la maggior parte dei quali anche di ottima qualità. Questa volta tocca a Srinivasa Ramanujan un nome difficile da pronunciare e tutt'altro che conosciuto, per un matematico che ha dato un importante contributo con le sue forme, che ancora oggi vengono usate nella fisica in particolare nello studio dei buchi neri. Insomma un genio ma con una vita da studioso degli anni 20 travagliata, discriminato dai suoi colleghi Inglesi per le sue origini Indiane. Il film si divide in due parti la prima parte a mio avviso un po troppo lente (ma è comunque una biografia per cui ci può anche stare) nella quale viene raccontata la giovinezza di Ramanujan in India, dalla vita con i suoi genitori, all'incontro con la mogli fino al provare ad emergere come matematico cercando lavoro adatto per il compito, fino all'incontro con Godfrey Harold Hardy professore di Cambridge che riconoscendone il grande talento, farà ammettere Ramanujan alla prestigiosa università pur con l'ostilità dei suoi colleghi. Da qui inizia la seconda parte del film a mio avviso la piu bella perché si vedrà la maturazione di Ramanujan come fisico, ma anche il legame che cresce tra quest'ultimo e il professor Hardy che passera dal essere studente insegnate, colleghi, e amici.

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