Opinione su Università degli Studi di Torino: l'università più famosa del Piemonte
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l'università più famosa del Piemonte
4/5 14/07/2017
Vantaggi
preparazione, quantomeno nelle aree che ho conosciuto
Svantaggi
non ha un campus, dislocazione, alcuni corsi non offrono quasi più sbocchi lavorativi
L'Università degli Studi di Torino è una delle più rinomate universita d'Italia. E' nata svariati secoli fa e annovera alunni celebri quali Erasmo da Rotterdam, Giovanni Giolitti, Cesare Pavese e per spostarci in tempi più vicini, anche Umberto Eco. In questa università ho studiato per una specializzazione biennale. Dato che comprende numerosissime facoltà ed è priva di un campus, è impossibile concentrare i corsi in un solo edificio, pertanto è necessario dislocarsi in svariati centri. Quello in cui avevo studiato si trovava a poche centinaia di metri dal lungo po e dall'omonima via, comunque non molto lontano dal rettorato che potete vedere nella foto, situato in via Verdi. La facoltà di Lettere e Filosofia, il fiore all'occhiello di questo centro universitario, comunque, è generalmente concentrata a Palazzo Nuovo, l'edificio principale dell'Università degli Studi di Torino, che si trova nella zona di via Po. Ci avevo seguito alcune lezioni. I laureati, almeno quelli che ho conosciuto, ricevono un'ottima preparazione e nonostante le facoltà di lettere siano molto denigrate a causa della crisi che non accenna e diminuire e a causa della quale una laurea non costituisce più un differenziale nel mondo del lavoro, fino a quando vivevo in Italia non ho conosciuto un solo laureato in lettere disoccupato. Precario si, ma totalmente a spasso mai. Il difetto che vedo in questa università, più che altro, è l'eccessiva dispersione dei corsi che costringe gli studenti di alcune discipline, se non erro quelle scientifiche e sanitarie, a spostarsi non poco. Dato il grande numero di offerte, consigliarla o meno dipende più che altro dal corso di laurea o di specializzazione che si intende seguire, quindi direi di compiere a tempo debito ricerche accurate. Quello che allo stato degli atti so abbastanza è una minore impiegabilità di chi esca da scienze politiche. Per quanto riguarda la dislocazione, a fronte di una preparazione desiderabile, credo che compiere il sacrificio di spostarsi spesso valga la pena. L'indeciso sta per il punto seguente: dipende da cosa si va a studiare.
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