Opinione su Uomini senza donne - Murakami Haruki: Splendido ...letto tutto in un fiato!

Splendido ...letto tutto in un fiato!

09/06/2020

Vantaggi

splendido forse anche il più bello di Murakami

Svantaggi

solo per chi ama i romanzi giapponesi contemporanei


“Uomini senza donne” è il titolo dell’ultimo di sette racconti nei quali Haruki Murakami affronta il tema dell’assenza femminile nella percezione di uomini talvolta spaesati dal mistero dell’altro sesso.

Dopo “Drive my car”, “Yesterday” e “Organo indipendente”, i racconti si fanno sempre più surreali.
Così in Shahrazad, Habara vive in un’imprecisata sfera di cattività nella quale riceve le visite (“E quando le lancette dell’orologio segnavano le quattro e mezza, Shahrazad si interrompeva…”) di una donna che con lui consuma il sesso scandito da racconti (“Nella mia vita precedente ero una lampreda… Sai come fa una lampreda a mangiare una trota?”) proprio come nelle Mille e una notte (“L’atto sessuale con Shehrazad e le storie che lei gli raccontava formavano una cosa sola”).
“Doveva scriverlo nella sua agenda. Ladra d’amore, matita, tampax”

“Kino” è il titolare di un bar con strani frequentatori: un avventore assiduo, due personaggi loschi (“Kino immaginò la scena in cui Kamita in pochi secondi metteva fuori combattimento quei due uomini” forse della yakuza), una donna (“Mi hanno spento delle sigarette sulla pelle”) che fa coppia con un tipo (“Sembravano condividere, loro due soltanto, un pesante segreto”) che poi scompare (“Altro dettaglio che trovava strano, né l’uno né l’altro fumavano”).
“Prima sparì il gatto, poi cominciarono a comparire i serpenti”

“Samsa innamorato” è la prosecuzione/deformazione de “La metamorfosi” di Kafka e narra le possibili sensazioni di un Samsa riconvertito al genere umano e impegnato a governare i propri istinti primari (“Tutt’a un tratto ebbe freddo… Prima la fame…”) e sessuali (“Il che produsse una protuberanza sul davanti della vestaglia”) dinnanzi a una ragazza (“Gobba?”), chiamata a riparare la serratura di casa Samsa in una Praga assediata (“La città è tutta un posto di blocco”).
“Sono stato malato, e ci sono tante cose che non afferro ancora bene”.

Il clima straniante (“Un uomo dalla voce bassa mi diede una notizia: una donna aveva lasciato per sempre questo mondo”) e alieno (“Era la terza, fra le donne con cui avevo avuto una relazione, che sceglieva di darsi la morte”) raggiunge l’apice in “Uomini senza donne”, il racconto conclusivo (“Quanto sia duro e doloroso essere uno degli uomini senza donne, solo gli uomini che hanno perso una donna lo sanno”).

Questa opinione rappresenta il parere personale di un membro di Opinioni.it e non di Opinioni.it.

Segnala contenuto

  • trama
  • ambientazione
  • personaggi
  • sviluppo
  • adatto a tutti
Valuta questa opinione

Ti sembra utile quest'opinione?

Scrivi un commento

Questa funzione è disponibile solo per gli utenti che hanno effettuato il login

Altre opinioni degli utenti su Uomini senza donne - Murakami Haruki

  • jimorris
    opinione inserita da jimorris il 18/06/2020
    Questo libro contiene una raccolta di racconti brevi di Murakami. La raccolta contiene sette racconti, fra questi la storai di una donna demone che tenta gli uomini, un uomo che diventa amico dell'ama...
    Continua a leggere >
    fantasia, personaggi, stile
    sesazione che ci sia di più, senso d'insoddisfazione
  • blase
    opinione inserita da blase il 16/06/2020
    “What might have been and what has been Point to one end, which is always present.” Sono versi, questi, tratti dal primo dei Four Quartets dal titolo Burt Norton di T.S.Eliot, ai quali viene spontaneo...
    Continua a leggere >
    “What might have been and what has been Point to one end, which is always present.” Sono versi, questi, tratti dal primo dei Four Quartets dal titolo Burt Norton di T.S.Eliot, ai quali viene spontaneo pensare leggendo la raccolta di racconti di Murakami Haruki, recentemente pubblicata da Einaudi con il titolo “Uomini senza donne”. Le sette storie, infatti, hanno un filo conduttore comune, pur essendo assai diverse tra loro, che si identifica con lo straordinario senso del tempo, con la consapevolezza dell’irreversibilità degli eventi accaduti che vanifica la ricerca di una felicità terrena, e induce a rifugiarsi in una sfera fantastica. Tutti questi sette racconti descrivono, infatti, storie ai limiti della realtà, o meglio storie che peccano volutamente di razionalità. Anomalo è il comportamento di Kafuku (Drive my car) che decide di diventare amico dell’amante della moglie, dopo la morte di lei, per capire qualcosa di più su una donna che credeva di conoscere alla perfezione, come anomalo è il rapporto di amicizia che lega Kitaru e Aki e che coinvolge anche Erika (Yesterday). Sono legami destinati a interrompersi e a finire in una recondita e sofferta parte della memoria. Molto significativa è la libera e arbitraria traduzione che Aki fa dei versi della canzone dei Beatles, “Yesterday”: “Ieri è l’altro ieri di domani, il domani dell’altro ieri.” Il tempo dunque, come elemento fondamentale e imprescindibile in tutta la narrazione. Irrazionale e alquanto assurdo, appare nel terzo racconto la tesi del dottor Tokai secondo la quale ogni donna è dotata di un organo indipendente che le permette di mentire. È tuttavia proprio l’incapacità di Tokai di prendere decisioni e stabilire rapporti duraturi che lo condanna a una morte per inedia. Come non pensare al “I would rather prefer not to” del Bartleby di Melville? Sempre in relazione al tempo si snoda il racconto Sherazade, ispirato alle Mille e una notte. Il procrastinare all’infinito la conclusione della storia raccontata da Sharazade a Habara crea una dimensione irreale, che sarà rifugio per il protagonista. “Perché le donne offrivano un tempo speciale che annullava la realtà, pur restandovi immerse.” Anche Kino, il personaggio centrale della storia successiva, tradito dalla moglie, si rifugia in uno spazio e in un tempo che sembrano sospesi. “Il mondo era un immenso oceano privo di punti di riferimento e Kino una barchetta che aveva perso carta nautica e ancora” Egli non riesce infine più a ricollegarsi alla realtà. È “Samsa innamorato” il racconto che meglio esprime, tuttavia, l’esigenza di Murakami di rappresentare un mondo assurdo in cui è difficile orientarsi e ritrovare i valori tradizionali. Qui è La metamorfosi di Kafka, che offre l’ispirazione allo scrittore giapponese. L’assurdo è il tema centrale ed è in ogni caso la condizione in cui si dibatte l’uomo. Uomini senza donne sono dunque coloro i quali non riescono ad avere rapporti stabili e duraturi, in un mondo in cui di stabile e duraturo è rimasto ben poco. Ogni racconto è narrato al ritmo d’una musica di successo, che siano i Beatles o jazzisti afroamericani come Ben Webster, Coleman Hawkins o Billie Holiday, o che sia il tema del film di Denver Daves “Scandalo al sole”. Le numerose fonti di ispirazione di matrice occidentale e la predilezione per la musica anglo americana, fanno sì che Murakami Haruki sia uno scrittore particolarmente gradito alla cultura eurocentrica, pur conservando tutte le caratteristiche della cultura del suo paese.
    personalmente non trovati
  • clary
    opinione inserita da clary il 12/06/2020
    Bellissima raccolta firmata Murakami Haruki - “Uomini senza donne” sette storie che hanno un filo conduttore comune, pur essendo assai diverse tra loro, che si identifica con lo straordinario senso de...
    Continua a leggere >
    100%
    Raccolta di racconti. Sette per la precisione
    Giudizio finale: surreale, analitico, preoccupante
  • filicolorati
    opinione inserita da filicolorati il 08/06/2020
    Parliamo di Murakami Haruki e la sua piacevolissima raccolta di racconti – sette per l’esattezza – sintesi dei suoi temi principali. “ Uomini senza donne ”, come tutte le opere di Murakami, è edito da...
    Continua a leggere >
    100%
    È vero, gli uomini di Murakami rimangono senza donne, ma l’intero universo, ogni volta, ricomincia da capo con infinite variazioni. “Uomini senza donne” è sicuramente un libro da leggere, sia per chi ama questo autore che per chi ancora non lo conosce. Un piccolo viaggio in tanti universi paralleli di cui protagonista assoluto è il pensiero, in ogni sua forma.
    deve piacere la scrittura di Murakami Haruki
  • fb-656
    opinione inserita da Silvia Bollini il 06/06/2020
    " A volte perdere una donna significa perderle tutte. Cosi' diventiamo uomini senza donne." L' epilogo dei sette racconti di Murakami potrebbe esserne l' incipit e riassumerne i contenuti ed i signifi...
    Continua a leggere >
    100%
    Ogni trama è un viaggio a se', è come se ci trovassimo di fronte ad una tavola imbandita con portate da assaporare lentamente, masticandone la pienezza, la leggera corposità, apprezzandone il gusto, i sapori spesso solo accennati, nascosti, ma estremamente vividi, e quelle storie e quei personaggi che si arrovellano alla ricerca di un senso, che si assomigliano nella diversità'
    non trovati