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1 Opinioni per Zona Uno - Colson Whitehead
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  • little51
    La Fenice Americana Foto allegate
    opinione inserita da little51 il 28/10/2020
    Zona Uno è un romanzo che ci scaglia in un mondo in cui una terribile pandemia ha devastato in poco tempo tutto ciò che conosciamo: un qualcosa di cui quasi non si parla, se non riferendosi ad una generica Ultima Sera moltissimi sono stati colpiti e trasformati in zombi. Forse l'idea in sé non è molto originale, ma in realtà rispetto ad altri romanzi di questo genere, mi sembra che le cose ci vengano presentate sotto una diversa prospettiva: -non si parla mai di zombi ma di Schel che agiscono però nello stesso modo, mordendo e trasmettendo così la malattia. I morti non si contano più e si bruciano a tonnellate, ma a fronte di mandrie di Schel che si muovono allo sbando, ci sono invece dei cosiddetti Ritardatari che sono immobili in un posto (non si sa perchè sia stato scelto proprio quello) e non si muovono mai. -Inoltre, non viene presentata la pandemia in sé, ma il tentativo di risorgere dopo la quasi-fine della pandemia: siamo negli Usa e alcuni volenterosi hanno formato un Governo Provvisorio a Buffalo per dare direttive e vedere di ricostruire quello che si può. Il protagonista è soprannominato Mark Spitz (come il famoso nuotatore in quanto lui proprio non sa farlo): dopo un vagare continuo da un posto all'altro, tra gruppi che poi sono costretti a sciogliersi, tra attacchi e fughe, entra nel costituendo esercito e viene inviato nella Zona Uno, cioè l'isola di Manhattan a New York. Lui fa parte del gruppo degli spazzini, quelli cioè che devono cercare se ci sono ancora zombi dopo la pulizia già operata dai Marines: il suo non è un lavoro semplice, anzi spesso scoprono molti annidati in camere oscure o nel retro di camion abbandonati, molti che, aperta la porta, si lanciano fuori per aggredire. Tutti i sopravvissuti, compreso Mark soffrono di una nuova sindrome che è stata definita SPASM (Sindrome Post-Apocalittica da Stress Multiplo) che ha i sintomi più diversi che possono essere ricondotti a quanto hanno visto, sentito, subito per anni. Mark è spesso confuso, gli sembra di soffocare, non riesce a dormire bene e se succede, deve abituarsi ad aprire gli occhi in fretta con lo zaino a portata di mano per fuggire. Zona Uno si chiama così anche perchè liberare Manhattan è una priorità ed un simbolo: significa reimpadronirsi e far rivivere una parte del passato, significa trovare un punto di partenza, significa mettere un mattone per rifare la nostra casa. Interessante infatti in Zona Uno non tanto la storia della pandemia che è davvero minima , ma la descrizione della società (la Fenice Americana) che riesuma ciò che può della vecchia vita per creare poco per volta un qualcosa di nuovo con una vera classe sociale, dai politici ai militari, dai demolitori agli spazzini, quasi l'ultima ruota del carro. Consigliato agli amanti del genere.
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    storia interessante
    nessuno