Opinione su Ayrton Senna: Senna l'uomo delle stelle!

Senna l'uomo delle stelle!

5/5 10/01/2020

Vantaggi

Un mito e una leggenda

Svantaggi

nessuno

Non riuscirò mai a dimenticare quel giorno in cui, a Imola, si consumò il dramma del pilota in assoluto più grande della Formula Uno moderna. La Williams di Ayrton contro il muretto della curva Tamburello, l'esplosione metallica di pezzi sparsi dovunque e nell'abitalo, inanimato, lui il brasiliano che aveva fatto sognare folle di tifosi in ogni angolo del pianeta. Non potevo crederci: Senna era volato via facendo ciò che al mondo sapeva fare meglio, guidare una monoposto di Formula uno. Pensare che il nome di Ayrton da Silva, questo era il cognome del padre mentre Senna era quello della madre, aveva catturato la mia attenzione quando ancora correva il campionato inglese di Formula 3, impegnato in pista alla guida di una Lotus. Ma ancora, lui proveniva dai Kart e faceva tappa spesso in Italia, nel Kartodromo di Parma, doveva aveva anche vinto in varie occasioni. Poi, dopo la formula tre inglese, la sua carriera era decollata. Prima la Toleman, poi la Lotus e la gara di Montecarlo dove, sotto la pioggia battente, arrivò ad insidiare un Prost destinatyo a divenire iridato alla fine della stagione. Si disse che quella gara fosse stata fermata un giro prima del traguardo per motivi di sicurezza e che quindi Ayrton passato in testa in quel giro, fosse stato penalizzato per far vincere il francese. Senna era troppo felice per innescare la polemica portata avanti dal team. Lui sapeva! Sapeva di essere il migliore e di avere davanti mille occasioni per mettersi in pari. Vinse cinque edizioni di quella gara e quattro titoli mondiali e ne avrebbe vinti ancora se il destino non lo avesse rapito in quel giorno pasquale di Imola che già aveva avuto una prima vittima durante le prove del sabato. Roland Ratsenberger si era spento dopo aver sbattuto la sua Simtek contro il muro. Le esequie di Ayrton in Brasile furono pari a quelle di un Re, con la folla piangente dietro al feretro del grande campione. Nessuno avrebbe mai potuto dimenticare questo ragazzino esile, riflessivo, ricco di famiglia ma a suo modo umile, molto religioso, dal pensiero delicato come solo i Poeti riescono a esprimere. Era un Poeta anche nel guidare: pulito, preciso, acuminato e rispettoso della sua monoposto, delle gomme e della meccanica. Si diceva conoscesse il proprio proprulsore come un ingegnere e in tante occasioni aveva chiesto particolari modifiche all'auto del tutto innovative e mai segrete. Non aveva timore della concorrenza e del resto nessuno, con quegli accorgimenti, era in grado di sfruttare le prestazioni dell'auto come alui riusciva invece in modo perfetto. Il suo duello con Alain Prost caratterizzò un periodo d'oro per la massima formula. Toccò l'apice quando i due driver si ritrovarono in squadra assieme. Toccò a Prost vincere il mondiale dopo una mossa strategica che il campione brasiliano prese come un gesto di sfida. Prost costrinse Senna fuori pista, facendogli abbandonare così il sogno mondiale. L'anno dopo, fù il turno di Ayrton a vincere il mondiale, accompagnando il suo compagno di squadra verso il terrapieno. L'astio fra i due non rese mai la formula uno pericolosa ma spettacolare questo si! Devo ammettere che pur non apprezzando appieno il pilota francese, lo stesso fosse davvero un grande pilota. Senna pur da lontano, credo apprezzasse Prost e lo temesse non tanto sul piano della qualità di sportivo ma dal punto di vista delle capacità "politiche" proprie del francese. Infatti Senna in alcune occasioni fu sanzionato dai dirigenti della Federazione per piccole intolleranze espresse nella guida mentre Alain, spesso poco corretto, non ha mai ricevuto altro che rimbrotti ma mai sanzioni. Ma era tutto parte del grande show del Circus e, quando apparve all'orizzonte Michel Shumacher, sia Ayrton che Alain compresero che forse il loro tempo stava per finire. Senna firmò per la Williams una scuderia capace di innovazioni e sviluppo di parti meccaniche sorprendenti. Quando si presentò a Imola, il tecnico progettista decise di operare un cambiamento sostanziale nella monoposto di Ayrton. Alleggerì la barra di sterzo in modo empirico, operando dei fori gli stessi responsabili del suo cedimento a livello strutturale. La monoposto di Ayrton si schiantò nel muro senza che lui potesse intervenire in nessun modo. Un braccetto della sospensione, nell'urto, si ripiegò verso l'alto infilandosi nella visiera del casco delllo sfortunato pilota, uccidendolo non all'istante. Per questo i medici e gli Infermieri intervenuti subito con ambulanze ed elicottero, tentarono di tutto per mantenere in vita il pilota brasiliano. Lo trasportarono in condizioni disperate fino a Bologna presso l'Ospedale Maggiore ma non ci fu nulla da fare. Nel tardo pomeriggio il bollettino dei medici: Ayrton Senna, il mito, l'uomo macchina, l'affascinante eroe della formula uno era spirato. Nel tempo, anche suo nipote Bruno, figlio della sorella, riuscì ad approdare in massima formula. Per molti il sentir di nuovo risuonare il nome Senna fù motivo di commozzione. Purtroppo, pur essendo un ottimo driver, Bruno Senna operò scelte manageriali non azzeccate che lo portarono dapprima a correre inb Formula E e poi a lasciare la disciplina motoristica operando un ritiro. Ayrton Senna da Silva, comunque vive ancora nel cuore di tanti tifosi che mai, mai e poi mai lo dimenticheranno.
opinione inserita da germinal
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