Opinione su Eneide - Publio Virgilio Marone: L'Eneide
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L'Eneide
4/5 13/02/2016
Vantaggi
ripassare gli episodi dell'Eneide rimasti impressi
Svantaggi
non leggerlo
L’Eneide è un grande poema classico di Virgilio che racconta l’epopea di un popolo, abbracciando idealmente la storia dell’umanità, il cui centro è Roma. E' un poema letto a scuola, ma mi piace riprendere qualche passo, ogni tanto in queste giornate uggiose invernali. Mi piace molto l'episodio della sortita notturna e della morte di Eurialo e Niso. Però una cosa mi ha colpito. A Roma, il sentimento che animava in modo assoluto il soldato era la disciplina. Ricevuto un ordine, il soldato doveva eseguirlo: su tale disciplina era fondata tutta la vita militare romana e, credo, anche la vita civile. Eurialo e Niso erano usciti dall'accampamento, con lo scopo preciso di raggiungere Enea e comunicargli che le cose per i troiani andavano male e non sapevano se sarebbero stati capaci di resistere più a lungo all'assalto di turno e dei Rutuli. Invece i due, usciti dalla porta dell'accampamento, venuti nei pressi dell'accampamento ostile, scorgendo i nemici distesi a terra, immersi nel sonno, o stanchi, o ubriachi, si lasciano tentare dalla facilità dell'impresa e incominciano un orribile e non certo difficile massacro. A un certo punto, stanchi anch'essi e, io suppongo, accortisi di aver perduto tempo, si rimettono in cammino, ma vengono scorti da Volscente rutulo, inseguiti e uccisi entrambi. In realtà essi avevano tradito la loro missione. Erano stati due valorosi, avevano fatto strage di nemici, ma con tutto ciò, la missione per la quale essi erano stati autorizzati a uscire era fallita e il pericolo per i Troiani perdurava sempre. Virgilio si è lasciato commuovere dalla simpatia che emanava dai due personaggi creati dalla sua fantasia; uno anziano e l'altro giovanissimo, uniti sempre nel pericolo da un sincero affetto, da una salda amicizia, pronti a sacrificarsi l'uno per l'altro e devoti al loro capo e al dovere. Tutto ciò è vero, ma quella notte fu a loro fatale perché vollero seguire il loro istinto guerriero e dimenticarono la consegna ricevuta. La disciplina era il fondamento della vita militare romana ed essi l'avevano violata.
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