Opinione su Il mio noviziato - Colette: Grave incontro, per una ragazza di paese
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Grave incontro, per una ragazza di paese
3/5 09/05/2020
Vantaggi
Ho apprezzato il romanzo per la sua forza psicologica, per il ritratto senza censure che l’autrice fornisce di sé e del mondo che la circonda. Ciò nonostante non nego di aver faticato nella lettura, trovando la scrittura spesso pesante e facile a digressioni che hanno complicato seguire i numerosi riferimenti dell’autrice a persone, luoghi e fatti.
Svantaggi
a volte non facile da leggere ma.....
Pubblicato nel 1936, Il mio noviziato è il “romanzo-diario” a cui una Colette ormai matura affida i ricordi dei suoi primi anni a Parigi accanto al marito Willy, un palcoscenico percorso dalle più influenti ed eccentriche figure del mondo intellettuale francese dei primi anni del Novecento. Qui Colette (al secolo Sidonie-Gabrielle Colette) racconta con lucida ironia la giovinezza sprecata negli anni di matrimonio, i compromessi ma anche la formazione culturale che la rese una delle figure più importanti del panorama francese del secolo scorso. Non solo scrittrice ma anche attrice, giornalista, critica teatrale, insignita di importanti onorificenze per la sua prolifica attività. Testimonianza del talento che si piega e cede, si nasconde dietro un nome non suo, Il mio noviziato racconta non solo l’apprendistato umano della giovinetta ingenua di campagna catapultata nella città insalubre per aria e influenze capace di adattarsi con mimetismo e mutismo al ruolo scritto per lei dal marito, ma anche la sua formazione letteraria (sulla scia della famosa serie delle Claudine da lei scritta e dal marito firmata) e teatrale, la mondanità della vita alternativa e bohémienne, l’arte dell’accettazione, le difficoltà matrimoniali e la sudditanza psicologica a Willy e alle sue scelte, il suo affrancamento e la liberazione. Ho apprezzato il romanzo per la sua forza psicologica, per il ritratto senza censure che l’autrice fornisce di sé e del mondo che la circonda. Ciò nonostante non nego di aver faticato nella lettura, trovando la scrittura spesso pesante e facile a digressioni che hanno complicato seguire i numerosi riferimenti dell’autrice a persone, luoghi e fatti.
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