Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello

Esperienza condivisa dalla community di Opinioni.it

4,8/5Pubblicata il 10/12/2018
Consigliato

“Immortale”

VantaggiGrafica, personaggi, epicità, significati
SvantaggiNessuno
Basato sull'omonimo romanzo di J.R.R.Tolkien, si può considerare il cardine del cinema fantasy nonchè un tremendo successo sia in termini di premi (11 oscar al Ritorno del Re e 30 nomination per la trilogia) che di incassi. Peter Jackson ha avuto il vantaggio di sfondare con questa produzione tra il 2001 e il 2003, in un'epoca che era meno graficamente esigente e più interessata alle vicende umane ed epiche: abbiamo visto tutti cos'è successo quando poi, a distanza di anni e di passi da gigante in fatto di CGI, è stata realizzata anche la trasposizione de "Lo Hobbit"... Il Signore degli Anelli, per quelli che ancora non conoscessero la storia, parla di un continente suddiviso in diverse regioni abitate da umani e altre innumerevoli creature, come gli antichissimi stregoni, gli orchi, gli elfi e gli hobbit, degli umanoidi bassi e con grandi piedi, la cui terra natia (la Contea) è un tripudio di verde e di cibo. Qui vivono Bilbo Baggins e suo nipote Frodo. Bilbo era già stato protagonista di un'avventura narrata ne Lo Hobbit, che costituisce una sorta di prequel alle vicende del Signore degli Anelli, in cui aveva trovato un anello dalle particolari capacità magiche. Nel Signore degli Anelli questo anello si scopre essere molto più potente di quello che si credeva e perciò deve essere portato nella terra del male, Mordor, per essere distrutto nelle fiamme del monte Fato dov'è stato creato in origine. Il gravoso compito ricade sul giovane Frodo e su tutti i suoi aiutanti: gli hobbit Sam, Merryl e Pipino; l'elfo Legolas (Orlando Bllom), l'umano Aragorn (Viggo Mortensen), il cui personaggio ha in realtà una storia molto vasta; il nano Gimli. Intanto il male dilaga su tutta la Terra di Mezzo e tornano alla luce antiche creature, maledizioni e guerre. E' veramente difficile condensare in poche righe l'infinità dell'universo di Tolkien: qualunque spiegazione risulterebbe riduttiva e banale. Parliamo di un libro di più di 1200 pagine più un centinaio di pagine di appendici genealogiche e di spiegazioni mitologiche e linguistiche. Parliamo di uno scrittore che ha in soldoni creato il fantasy epico e inventato svariati linguaggi immaginari che parlava correntemente. Una trasposizione cinematografica risultava quantomai complessa, e Peter Jackson si è dimostrato all'altezza del compito pur con tutti i paletti del caso. Una trilogia di ampio respiro, dalla grafica bellissima eppure senza inutili spacconerie, che secondo me sarebbe da vedere proprio di per sè in quanto pietra miliare del cinema. Se vi piace il fantasy "puro" ancora meglio, o magari sarà questa serie a farvelo amare.

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