Opinione su Incubo di Famiglia - Mikaela Bley: Mi ha conquistato
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Mi ha conquistato
5/5 22/04/2020
Vantaggi
Validissimo
Svantaggi
non ce ne sono di svantaggi
Incubo di Famiglia - Mikaela Bley - È un giorno di metà agosto, quando la giornalista di cronaca nera Ellen Tamm lascia Stoccolma per tornare a casa della madre a Örelo. Ha avuto un crollo psicologico dovuto al caso della piccola Lycke, una bambina scomparsa, che l’ha fatta sprofondare nell’abisso del suo passato traumatico. Quando aveva otto anni, sua sorella gemella, Elsa, è morta affogata, e i ricordi vaghi e sconnessi di quel giorno la tormentano. Giunta a casa trova una terribile notizia ad attenderla: in un paese vicino è stato ritrovato il corpo senza vita di una donna sconosciuta, picchiata a morte. Nessuno pare in grado di identificare la vittima o spiegare cosa ci facesse lì. Nonostante abbia un disperato bisogno di riposo, Ellen, incapace di dimenticare il suo ruolo di giornalista investigativa, decide di indagare. Inizia così a fare domande e prova a ottenere informazioni dagli agenti di polizia, senza grandi risultati. Più si addentra nel complicato intrigo di ciò che è accaduto, più si rende conto che l’idilliaca cittadina di provincia nasconde segreti. E alcuni dei più inconfessabili riguardano proprio Ellen e la sua famiglia- IL MIO PENSIERO: sono stata conquistata dallo stile fluido e avvincente di questo Thriller, nonché dalla trama in sé, ricca di sfumature psicologiche, di colpi di scena, di personaggi molto ben tratteggiati, con i quali non si può fare a meno di simpatizzare o, al contrario, di provare astio. Molte sono le donne di questo romanzo: donne che hanno avuto a che fare con la violenza, che hanno reagito o che ne sono state schiacciate. Non c’è moralismo nel racconto della Bley, ma una sottile denuncia riguardo quanto sia diventato normale parlare, per esempio, di violenza negli stadi, ma altrettanto normale ignorare l’omicidio in periferia di una donna, pensando che magari se la sia andata a cercare. Ho adorato Ellen, con le sue paure, i suoi difetti, le sue manie. È complicata, irrazionale: a volte non vede la verità neanche se gliela si sbatte in faccia; altre, la intuisce prima di tutti, come se tra lei e la morte ci fosse un legame speciale. E in effetti c’è... che sorpresa! Che finale! Niente è ovvio, non date nulla per scontato. Le scommesse sono ancora aperte e, a mio avviso, se l’autrice porterà avanti questo progetto, in futuro vedremo una Ellen molto più tosta e, finalmente, un po’ più serena.
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