Opinione su La luna e i falò - Cesare Pavese: La luna e i falò
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La luna e i falò
5/5 04/01/2019
Vantaggi
Un romanzo drammatico e bellissimo
Svantaggi
-
Questa è senz'altro una delle più alte reazioni pavesiane. Vi ritorna il mondo delle Langhe, col suo fascino naturale di sempre, ma con uomini nel cui animo il passaggio della guerra ha lasciato molto di tragico e di duro. Anguilla, il protagonista che anche qui narra la sua storia, dopo anni vissuti in America - era un trovatello che là aveva fatto fortuna -, è tornato al paese dove aveva trascorso la fanciullezza. Ha ritrovato Nuto, l'amico dell'infanzia, che ora fa il falegname, e con lui Anguilla trascorre lunghe ore, gli racconta la sua vita d'America, gli ricorda quella passata lì, da ragazzi, in quei luoghi che ora vanno visitando: e, fra gli altri, anche la sua casa d'un tempo, ove ora abita nella più squallida miseria un certo Valino con la famiglia e con un ragazzo bastardo e sciancato, Cinto. Con Cinto, Anguilla fa amicizia, e lo avvince coi suoi racconti: e anche Cinto ha tante cose da dire, come quando parla dei suoi falò (...che si accendono sui bordi dei campi perchè siano più fecondi), e della luna (...che tanto influisce sul lavoro dei contadini). Ma col passare del tempo Anguilla si sente sempre più deluso del suo ritorno al paese, che ha trovato tanto cambiato e sulle cui vicende viene a sapere tanti tragici fatti, specialmente quanto era avvenuto alla Mora, la grande cascina dove aveva lavorato da ragazzo, e dove era vissuto il signor Matteo, con le figlie Irene, Silvia, Santina: e per Silvia, Anguilla ragazzo aveva provato un impossibile amore. Così, intervallate dal racconto di quanto sta accadendo ora - come la follia del Valino, che, dopo aver ucciso le sue donne ed aver appiccato il fuoco alla casa, è andato ad impiccarsi... -, risorgono le memorie del sesso, la storia di una famiglia in disfacimento, la fuga e la morte di Silvia, la tragedia di Santina divenuta spia dei fascisti e poi fucilata: tutta una ricostruzione avvincente, con sprazzi violenti e impressionanti sul mondo italiano della guerra e dell'immediato dopoguerra. E' un mondo che sembra "senza avvenire" e tanto diverso da quello sognato e cercato: il mito del "ritorno" crolla in una tragica delusione, in una nuova amara solitudine.
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