Opinione su L'arte di correre - Haruki Murakami: Un libro sull'autodisciplina

Un libro sull'autodisciplina

07/05/2020

Vantaggi

Un libro sull'autodisciplina, la resistenza alla fatica e sull'importanza della motivazione, nel quale la corsa diventa metafora della scrittura e del lavoro dell'autore.

Svantaggi

personalmente non trovati ma va a gusti


Libro autobiografico, e direi anche saggio, che racconta il rapporto che questo scrittore ha con la propria forza di volontà, che lo spinge ad essere un maratoneta, dando dimostrazione di pazienza, scrupolosità, resistenza fisica che non sono altro che manifestazioni della grande spinta interiore che sente dentro di sé e che lo sprona ad andare oltre. Anche oltre a se stesso. In un momento in cui non sento alcuna spinta e non vedo alcuna direzione verso cui andare, mi ha colpito molto leggere queste pagine, perché sono testimonianza di quanto a volte ci dobbiamo guardare dentro perché è lì che troviamo la nostra vera forza. Queste pagine descrivono anche in modo marginale il rapporto che lo scrittore, anzi, l’uomo-scrittore, ha con la propria solitudine, entrano nel merito anche della preparazione atletica, a step, che occorre sostenere per affrontare prove sempre più ardite. Ma quello che più mi ha colpito è l’importanza dei primi piccoli passi. Un libro sull'autodisciplina, la resistenza alla fatica e sull'importanza della motivazione, nel quale la corsa diventa metafora della scrittura e del lavoro dell'autore.
La corsa vista come esercizio, meditazione e rafforzamento del corpo e dello spirito, racchiude in sé una dimensione ascetica (dal greco askesis, parola che in origine significava proprio esercizio, allenamento di un atleta in vista di una prova). Così in Murakami l’askesis si fonda su pratiche che mirano a sviluppare e a controllare le capacità fisiche e questa ascesi del corpo ha effetti positivi sull'efficienza della mente e sulla capacità di scrittura ("L'azione di correre mi aveva portato in un territorio quasi metafisico. Prima di tutto esisteva la corsa, e in funzione della corsa esistevo io. Corro, dunque sono").
Murakami, che di mestiere fa lo scrittore e si applica con metodo al proprio lavoro per diverse ore al giorno, considera lo scrivere un'attività faticosa e difficile, che obbliga ad esplorare zone buie della psiche. Per questo ha bisogno di compensazione, tramite un esercizio altrettanto regolare e rigoroso che aiuti a ripulire la mente e che lui ha trovato nella corsa (interessante non tanto come attività in sé, ma come esercizio di disciplina). Lo scrittore, vero esempio del motto "no pain no gain", pensa che la maratona sia una grande scuola di sopportazione, che si fa prima con la testa e poi con il fisico. I risultati si vedono nel lungo periodo e si deve avere ben chiaro il punto di arrivo. La maratona si corre in mezzo a tantissime persone, ma è un esercizio individuale, è una lotta per superare il sé stesso del giorno prima.
Se all’inizio del libro Murakami cerca di dare una risposta al motivo che lo spinge a correre almeno un’ora al giorno, dopo poche pagine si accorge che durante quell’ora non pensa a qualcosa di particolare, anzi non pensa del tutto: è sé stesso, nudo di fronte al lettore ed è anche possibile che la corsa sia per lui un esercizio per poter raggiungere il vuoto.
Da quando ha iniziato con la corsa di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri. Qualche anno fa si è recato in Grecia, dove per la prima volta ha percorso, sotto il sole cocente di Luglio, tutto il tragitto classico della maratona (i 42 km e 195 mt) e da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni. Il suo libro ha ispirato ed è molto diffuso fra i runners e anche il nostro attuale presidente del consiglio Renzi, appassionato di running, il giorno della fiducia alla Camera e al Senato si è presentato in aula con il romanzo di Haruki Murakami. Non per questo motivo lo consiglio, ma perché è un manuale interessante, scritto in modo semplice e fluido (totalmente diverso dai romanzi onirici di Murakami ai quali siamo abituati, ma comunque interessante). Lo consiglio.

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blase
blase 903 opinioni Aggiungi agli amici


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Altre opinioni degli utenti su L'arte di correre - Haruki Murakami

  • filicolorati
    opinione inserita da filicolorati il 08/05/2020
    Cosa ha a che fare la corsa con la scrittura? Questa è la domanda che mi sono posto prima di leggere questo libro di poche pagine, ma molto interessante. Il taglio profondamente autobiografico raccont...
    Continua a leggere >
    Ecco il parallelismo tra scrittura e corsa, una continua crescita psicofisica indispensabile per portare a termine maratone, gare di triathlon e romanzi
    bè sembrerà strano ma per Murakami anche scrivere un romanzo richiede gli stessi ingredienti.
  • millifly
    opinione inserita da Anonimo il 24/05/2016
    L'arte di correre di Haruki Murakami è un libro sulla corsa e sulla vita. Lo scrittore giapponese raccontando della sua passione per le maratone racconta anche dell’arte e dell’impegno che ci vuole ne...
    Continua a leggere >
    bello da leggere
    nessuno