Opinione su Tieste - Ugo Foscolo: Un Tieste da riscrivere?

Un Tieste da riscrivere?

4/5 21/01/2019

Vantaggi

I vantaggi sarebbero parecchi se la tragedia fosse data in traduzione moderna

Svantaggi

Gli svantaggi sono tanti se qualcuno s'avvicina al Tieste senza un'adeguata conoscenza della lingua dell'Ottocento, e in particolare del linguaggio della Tragedia

Devo dire di essere rimasta un po' sbalordita dalla propsta di lettura del "Tieste", come dire, "in lingua originale". Oggi come oggi proporre la lettura del "Tieste" a un pubblico largo equivale a fare una proposta "improponibile", semplicemente perché la lingua della tragedia è talmente "alta", che soltanto un pubblico di nicchia riuscirebbe a districarsi. La cosa, invece, muterebbe aspetto se la tragedia fosse riproposta "con traduzione a fronte", come di fa con i classici latini e greci: a sinistra il testo originale, a destra la traduzione in italiano moderno. Nel succitato secondo caso, il "Tieste" potrebbe diventare una lettura titto sommato godibile ancora oggi, perché la trama, in se stessa, riflette, con tutte le precauzioni del caso, un dramma da telenovela, un genere televisivo largamente apprezzato dal pubblico. Non voglio annoiare il lettore proponendo una trama particolarmente dettagliata della tragedia giovanile di Ugo Foscolo, e mi limiterò invece a dare un semplice schema, anche perché tutti si rendano conto del motivo per cui ho parlato del "Tieste" come una sorta di "drammone" da telenovela. Nella tragedia troviamo dunque Tieste, il protagonista, una donna, di cui Tieste è innomorato (ricambiato) e un altro: il futuro marito. Succede dunque che la donna, innamorata di Tieste è invece costretta a sposare un altro (il futuro marito). Però, un po' prima delle nozze, Tieste e l'innamorata hanno un incontro che oderei definire "decisivo" per il loro (sfortunato) futuro: i due, travolti dalla passione, si concedono l'un l'altra, e la donna timane incinta. Poi Tieste parte, e per un po' di tempo non lo si vede più. Nel frattempo, da quell'unione era nato un figlio, odiato quanto si può odiare qualcuno dal marito di lei. Il dramma ha il suo epilogo con il ritorno di Tieste, che ovviamente riaccende l'odio del marito sia per Tieste sia per il figlio di lui. L'odio del marito raggiune l'acme quando egli, accecato dall'odio e dalla gelosia, uccide il bambino e ne fa bere il sangue a Tieste, il quale, sconvolto si uccide. Il dramma, in sé, è sconvolgente, e riprende le tecniche più crudamente realiste dell'antica tragedia greca a cui Foscolo si rifece. Come dicevo, in sé il "Tieste" Potrebbe essere ancora oggi motivo d'interesse e di lettura, ma ciò che letteralmente respinge il lettore mioderno è la lingua, ormai diventata incomprensibile ai più. Per converso, il pubblico dei tempi di Foscolo, un pubblico assolutamente elitario, era in grado, a Teatro, di capire la Tragedia e di recepirne i contenuti, tanto che il "Tieste" ebbe un certo successo ai tempi del giovane Foscolo, che effettivamente, e tenendo conto appunto del fatto che lo scrittore era allora giovanissimo, seppe fare un'opera pregevole, anche se la critica teatrale la giudicò, a giusto merito, un po' "acerba",
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