Opinione su Un topolino sotto sfratto: strepitoso, ma pure con qualche scena passata di tono
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strepitoso, ma pure con qualche scena passata di tono
4/5 25/08/2019
Vantaggi
il topolino vince sempre, divertente
Svantaggi
un paio di scene che si potevano risparmiare, specie considerando un pubblico di bambini
No, la qualche scena passata di tono non ha nulla a che vedere con il simpaticissimo e tenero topolino protagonista, che vien da mangiarselo di coccole. Spiegherò "strada facendo". Ernie e Lars, due fratelli, perdono rispettivamente lavoro e casa. Il primo perde il lavoro di master chef in un rinomatissimo ristorante perchè nè lui nè i suoi collaboratori si accorgono di uno scarafaggio in cucina, che finisce dritto nel piatto di punta da destinarsi al sindaco in piena campagna elettorale. Il secondo viene buttato fuori casa dall'opportunista moglie, che lo aveva sposato soltanto per essere il figlio del magnate dello spago. La fabbrica che ha ereditato dal padre, infatti, sta andando in fallimento. Ciononostante lui si rifiuta di venderla, e così rientrare in carreggiata, a causa di un vecchio detto del papà (che poi è il motto di apertura del film), secondo cui "un mondo senza spago è il caos". Suscitando così le ire della moglie. Ernie e Lars non possono fare altro se non rifugiarsi in una casa abbandonata e apparentemente in rovina, ereditata dal defunto da poco padre. In realtà quella casa in rovina vale milioni di dollari perchè ideata da un famoso e antico architetto e trattandosi di una rarità, i miliardari amatori del professionista vogliono assicurarsela a tutti i costi. In vista di un asta al rialzo, i due fratelli spendono quello che non hanno per ristrutturarla, ma c'è un piccolo dettaglio non trascurabile: un topolino che occupa la casa da tempo, da ben prima di Ernie e Lars. I due vorrebbero eliminarlo per non avere pensieri, per il timore che si ripeta la disavventura dello scarafaggio in cucina, ora nella casa con un topolino, ma l'impresa si rivela tutt'altro che semplice e di fatto la caccia al topo si trasforma per i due fratelli in una serie di rocambolesche avventure, dalle quali escono sempre malconci, mentre il topino può cantare vittoria. Le risate in questo film sono assicurate e inutile dire che al guardarlo non si può fare altro se non parteggiare per il topo. In sè e per sè il film è fatto per far divertire grandi e piccini (e infatti ricordo la prima volta che l'avevo visto, quando era da poco uscito nelle sale cinematografiche, i bimbi davanti a me esclamavano divertiti:-Gli sta bene!- quando Ernie e Lars si cacciavano nei guai, durante i loro vani tentativi di far fuori il topolino), peccato soltanto per qualche scena passata di tono, a cui accennavo all'inizio. La prima coinvolge Lars e l'opportunista moglie, che vuole essere di fatto goliardica e niente affatto esplicita, ma questo lo capisce un adulto, non un bambino, specie se piccolo. Ne arriva poi verso la fine una che coinvolge Ernie e le modelle per cappelli tedesche, che fanno la loro comparsa verso la metà della riproduzione. E qua occhio ai bimbi piccoli che potrebbero volerla imitare. Anzi, la stessa presenza delle due modelle per cappelli trovo perfino che stoni alquanto con la trama del film, perchè crea un grosso desvio rispetto alla tematica, che non avrebbe dovuto svergolare dai vani e rovinosi tentativi di sbarazzarsi del topo. Senza questi difetti aggiunti, la trama sarebbe stata perfetta. Diciamo comunque che non sconsiglio il film: se lo si guarda con il giusto occhio critico, non dimenticando che il tema centrale è la "caccia al topo", è ok. Bambini comunque con genitori. Anche senza le scene passate di tono, ci sarebbe comunque il rischio che ai più piccini venga il genio di mettere in atto quel che di catastrofico vedono, provocandosi danni. Insomma, strepitoso, ma non posso attribuirgli punteggio pieno.
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