Opinione su Il seme sotto la neve - Ignazio Silone: Un bel mattone!!!
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Un bel mattone!!!
3/5 17/07/2020
Vantaggi
non so
Svantaggi
faticoso da leggere
“Non avevo mai pensato che una zolla di terra, osservata da presso, potesse essere una realtà così viva…La stranezza è giusta: sono nato qui, in campagna, e poi ho viaggiato mezza Europa, sono stato una volta, per un congresso, fino a Mosca; quanti campi, quanti prati ho dunque visto…; eppure non avevo mai visto, in quel modo la terra…Quale avvenimento emozionante fu per me un mattino la scoperta, in quella zolla di terra, d’un chicco di grano in germoglio.”....Il seme sotto la neve non mi è sembrato un libro facile da leggere. E’ piuttosto lungo, ricco di motivi diversi che a volte appesantiscono il filo del racconto e non di rado tradiscono anche una certa mancanza di armonia; inoltre la trama è piuttosto statica e l’azione ridotta. Per i personaggi di Silone, infatti, contano più le parole degli avvenimenti ma, nonostante questo, è un libro capace di scavarsi un suo posto nella memoria di chi lo legge. Il protagonista del romanzo, Pietro Spina, incarna una figura tipica dell’opera di Silone, quella dell’uomo in fuga, clandestino in patria, vittima dell’ingiustizia umana. Siamo nelle montagne abruzzesi durante gli anni del regime fascista e Pietro, già fuggitivo in Vino e pane, qui ritorna nella sua terra. Ma è un uomo pressoché alla deriva. Pietro è stato deluso dalla politica e da quelli che credeva compagni e ora, nella sua condizione di solitudine e fuga, pensa che di fronte all’arroganza del potere e all’ottusità degli oppositori, l’unico modo di portare avanti il proprio ideale di libertà è tentare di risvegliare le coscienze degli esseri più poveri, rinnovando il mondo arcaico dei cafoni abruzzesi per aprirlo a un nuovo modo di pensare, non più schiavo di paure sociali, superstizione o bigottismo.
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