Opinione su La zia marchesa - Simonetta Agnello Hornby: Tu devi amarti. Piacerti.

Tu devi amarti. Piacerti.

5/5 11/05/2020

Vantaggi

Bella l'idea della autrice di suddividere la lettura in 83 capitoli ed ognuno sottolineato da un proverbio siciliano che accompagnano la storia, dal gusto amaro, ironico, duro e soave.

Svantaggi

personalmente non trovati

Nella Sicilia di fine Ottocento, durante il difficile passaggio storico dai Borboni al nuovo Regno d’Italia, nasce Costanza, secondogenita del Barone Domenico Safamita e di sua moglie Caterina. La bambina, di carnagione bianchissima e con folti capelli rossi, fin dal primo vagito viene rifiutata dalla madre, la quale desiderava dare un altro figlio maschio al marito, e viene così affidata alle cure di Amalia Cuffaro, la sua balia, che la accudirà come una figlia e la proteggerà dalle malelingue dovute al suo aspetto e dalla cattiveria della madre. Nelle cucine e nei locali di servizio Costanza troverà conforto e riparo dal mondo borghese al quale non sente il bisogno di appartenere. Nonostante l’infanzia difficile, Costanza cresce mite, intelligente ed è sempre disposta al perdono. Il rifiuto materno viene compensato dall’amore immenso del padre che la considera, senza avere torto, la più adatta a gestire il patrimonio di famiglia, a discapito dei figli maschi, Stefano e Giacomo, che si riveleranno una profonda delusione. Quando il padre decide che sarà l’unica erede del patrimonio della famiglia Safamita, Costanza si trova costretta ad affrontare ciò che sperava di poter evitare per non deluderlo. Dovrà cercare marito e adattarsi alla vita sociale del periodo. L’amore del Barone Safamita per la figlia è così grande che pur consigliandola le concede totale libertà di scelta in ogni campo, permettendole anche di sposare Pietro, un uomo che lui non ritiene meritevole ma di cui Costanza è profondamente innamorata. La zia marchesa è un romanzo incentrato sulla figura femminile di Costanza, un personaggio che è impossibile non apprezzare, una donna forte, benevola e molto orgogliosa. È anche un romanzo per certi versi storico in quanto descrive in modo nitido la Sicilia aristocratica ai tempi dell’Unità d’Italia, dove l’onore veniva prima di tutto, occupata a discutere di proprietà e spartizioni ereditarie, ad organizzare matrimoni combinati e nascondere tradimenti coniugali accettati comunque per il quieto vivere e l’apparenza che all’epoca aveva più importanza di ogni valore a cui oggi diamo priorità. La narrazione della vita di Costanza è opera di Amalia, la sua balia, che ricorda, incalzata dalle domande della nipote Pinuzza, il periodo passato in servizio dai Safamita. La zia marchesa è scritto in modo scorrevole e sono frequenti le citazioni in siciliano che sono comunque di facile comprensione. I luoghi sono descritti così bene che sembra di vederli. Ci si immerge completamente in questo libro e, una volta superate le prime pagine che ho trovato un po’ lente, non si riesce a smettere di leggerlo. Consiglio la lettura de La zia marchesa soprattutto se si ama leggere di personaggi femminili dalla forte personalità, perché nonostante sia ambientato a fine Ottocento, Costanza è un personaggio molto moderno, in cui ancora oggi ci si riesce ad immedesimare.
opinione inserita da kira1992
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