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1 Opinioni per The future Bites - Steven Wilson (Universal Music)
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  • sheffield18
    Unico valore il consumo
    opinione inserita da sheffield18 il 07/02/2021
    Sono passati 4 anni dall'album “To The Bone” (sul problema delle fakenews) ed ora, il cantautore e musicista inglese Steven Wilson (classe 1967), ex frontman del gruppo Porcupine Tree, dopo varie dilazioni dovute al covid, esce in questo inizio 2021 col suo sesto album da solista (solista dal 2008) intitolato “The Future Bites” - etichetta Caroline, dove affronta il tema della nostra società in cui l'Uomo (uomo/ donna non importa) invece di volgere il suo sguardo curioso e la sua intelligenza verso il mondo esterno per scoprirne le meraviglie, è ripiegato su se stesso, sui selfie, sulle stupidaggini caricate sui social che isolano invece di far comunicare in modo positivo le persone, il tutto attraverso schermi sempre più piccoli perchè ora siamo all'uso quasi esclusivo del cellulare. I temi affrontati nelle diverse canzoni sono quelli tipici della nostra società come per esempio l'incombenza della tecnologia, gli iperdominanti socials, il consumismo esasperato, basti pensare alle code che si formano per l'uscita di un nuovo cellulare o addirittura di un nuovo tipo di scarpe. In sostanza Steven Wilson si preoccupa qui delle varie dipendenze del XXI secolo, cercando di leggere con curiosità il mondo che se deragliava prima, ha deragliato ancora di più dopo lo scoppio della pandemia ed è alla ricerca di un'uscita dal buio, uscita che non si presenta molto vicina. Il titolo in questo è molto significativo: “The Future Bites” abbreviato in TFB, indica un mondo basato sul consumo, sul consumo continuo e quindi sui soldi, un mondo senza valori (o meglio con un solo valore, il denaro) che crea dipendenza su dipendenza. A riprova di questo la Casa produttrice ha organizzato una spietata campagna di merchandising che a parte un'infinità di edizioni (vinile colorato, blu-ray, CD) fino all'ultra-deluxe in una sola copia autografata a 10.000 sterline, presenta persino carta igienica col brand. Insomma, in poche parole l'album TFB vuole essere “un manifesto di denuncia” di uno stile di vita, cui però lo stesso Wilson si è piegato. Steven Wilson in questo album ci offre un cambio di stile nel senso che abbandona per il momento la chitarra, da lui tanto amata per buttarsi sulla musica elettronica, in certi casi forse un po' troppo sopra le rughe. Ma il genere chiaro non è più il Rock o il cosiddetto Prog Rock (rock progressivo), ma siamo ormai al pop più puro, condito con diverse manipolazioni elettroniche. Quello che però ha colpito molti fans e molti critici è il tono delle composizioni che appaiono leggermente al di sotto del solito Wilson e hanno lasciato qualche sconcerto. Insomma molto meglio la musica dei testi. Un altro cambio di rotta rispetto agli album precedenti sta nella durata in quanto Steven Wilson non è mai stato famoso per la sua capacità di sintesi, mentre qui la raggiunge in pieno creando il disco più corto della sua storia musicale, e corrisponde completamente a quanto egli stesso ha detto in molte interviste di voler raggiungere e forse in questa ricerca ha esagerato un po' troppo. Ecco la tracklist dell'album: 1-UNSELF 2-SELF 3-KING GHOST 4-12 THINGS I FORGOT 5-EMINENT SLEAZE 6-PERSONAL SHOPPER 7-MAN OF THE PEOPLE 8-FOLLOWER 9-COUNT OF UNEASE In conclusione l'album TFB è un buon disco e vale pena di ascoltarlo: consigliato.
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    album interessante - tema: la società dei consumi
    nessuno