Opinione su CARRIE - Stephen King: Le Origini di King

Le Origini di King

5/5 17/06/2020

Vantaggi

Primo in assoluto di King bellissimo

Svantaggi

personalmente non trovati ma va a gusti

Il romanzo Thriller CARRIE (nasce nel 1974) ed è l'origine di Stephen King, dove tutto nasce il suo primo scritto horror. Malgrado sia uno dei romanzi più brevi in assoluto, si capisce subito cosa ci si aspetta da questo autore, infatti in CARRIE si può scorgere delle costanti della successiva narrativa di King. Il romanzo definito da molti toccante, racconta la storia di Carrie White, una sedicenne vessata da una madre iperprotettiva e troppo religiosa e dalle compagne di classe che non perdono un'occasione per prenderla in giro o farne la vittima dei loro scherzi, anche di cattivo gusto. Carrie in questo contesto a volte scoraggiante affina una particolare qualità che possiede da quando era bimba e, presumibilmente, ereditata dalla nonna: la telecinesi, cioè la possibilità di spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero. Quando al ballo di fine anno le compagne gli giocano l'ultimo orribile tiro mancino, la sua furia distruttiva esplode con tutto l'orrore possibile. Lo stile narrativo adottato da King, in questo romanzo, offre al lettore diversi punti vista, anche se sin da subito si comprende l'epilogo del romanzo resta la considerazione che King riesce a raccontare la storia nei minimi particolari malgrado la brevità del testo sempre crescente al punto da creare, effettivamente, dei momenti di raro terrore. Il personaggio di Carrie è senza dubbio quello che supera tutti gli altri in spessore psicologico e in capacità di riempire la scena. Ma anche la madre di Carrie, Margaret White, assume un ruolo fondamentale: il vero motore in fondo, colei che con le sue vessazioni e le sue manie religiose ha, a forza, costretto la figlia ad una vita di ostinata emarginazione. In un gioco quasi perverso tra manie e religiosità, tra preghiere che perdono il loro spessore religioso e sprofondano in una paludosa superstizione, si gioca tutto il sottile e terrificante meccanismo che fa di Carrie una invincibile macchina da guerra. Tutto il resto, le vessazioni dei compagni, le incomprensioni dei professori, la gratuita cattiveria del mondo esterno restano quasi sullo sfondo a completare, seppur marginalmente, un quadro psicologico al limite della follia. Che dire ancora davvero bello per chi ama il genere.
opinione inserita da blase
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