Opinione su La tata: la sit-com dei disvalori
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la sit-com dei disvalori
2/5 23/02/2017
Vantaggi
qualche puntata si salva, ma per il resto se la potevano risparmiare
Svantaggi
presenta il matrimonio come il fine ultimo per una donna, che più invecchia, più è vista come un fardello
Questa sit com avevo iniziato a guardarla da ragazza perchè piaceva a mia madre, che alla sua età l'aveva scambiata per un programma dal contenuto utile, a causa di qualche puntata un po' fuori dai soliti schemi. Non nego che alcune puntate fossero carine, ma presentava palesemente la storia di una tata ciociara, Francesca, che si vergogna a morte di aver compiuto oltre 30 anni senza essere sposata. Lo scopo principale nella vita di Tata Francesca è trovare marito ad ogni costo e lo sposarsi è presentato, nella sit-com, come il fine ultimo per ogni donna. Oltre alla famiglia del ricco vedovo inglese per cui lavora, il maggiordomo e una collaboratrice che si rende costantemente ridicola nel tentare invano di conquistare il collega, sono presenti gli zii della tata. Francesca e tutti i suoi familiari non vedono oltre il loro naso, tengono un comportamento del quale ci sarebbe da vergognarsi in ogni occasione e quel che è peggio, nelle serie più avanzate vengono anche qualificati come ebrei, anche se non agiscono affatto da tali (c'è perfino una prozia molto avanti con gli anni, che a dispetto dell'età è una gran ninfomane). L'ebraismo è quindi messo in cattiva luce sul piano comportamentale, specie se si guarda alla TV americana come allo specchio della società. Bocciata.
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